Dmitry Klokov sulle olimpiadi 2016

L’intervista è stata rilasciata a Radio Sport (emittente russa sulla frequenza 93.2FM), a questo link si può trovare l’originale. Questa è una traduzione effettuata dall’articolo apparso su allthingsgym, in cui Klokov parla di se stesso e delle sue ambizioni per le olimpiadi 2016 a Rio de Janeiro.

L'immagine mostra Klokov che esegue uno snatch ai campionati mondiali di weightlifting nel 2010

Klokov ai campionati modiali di weightlifting nel 2010

Klokov incomincia parlando di come il padre, nonostante fosse anche lui un weightlifter, desiderasse una carriera ben diversa da quella dell’atleta olimpico, per lui, avrebbe preferito che il figlio studiasse e diventasse una persona istruita. Nonostante il parere sfavorevole del padre, Dmitry, intraprende la carriera agonistica e arriva a partecipare al campionato del mondo e, afferma nell’intervista, è stato un grande momento quando suo padre ha incominciato a rispettare la sua scelta e a rispettarlo come atleta.

Poi l’intervista prosegue sull’argomento delle categorie di peso: Dmitry afferma che da quando ha incominciato ad allenarsi e con l’avanzare dell’età ha virtualmente sostato su ogni categoria di peso compresa tra i 50Kg e i 105+Kg, arrivando a competere quindi anche in quest’ultima, ma la sua vera categoria è quella dei 105Kg. Ciò gli crea un po’ di problemi perché è costretto sempre a perdere qualche chilo per rientrare nella categoria dei 105Kg, dice: «sarebbe perfetto se venisse reintrodotta come in passato, quando gareggiava mio padre, la categoria dei 110Kg, si adatterebbe perfettamente alle mie esigenze: dovrei perdere meno peso e ciò si rifletterebbe in maniera meno negativa sui risultati nelle alzate».

Il commentatore chiede poi se ha un talismano o portafortuna che porta con sé alle competizioni: «Non ne ho bisogno», risponde, e fa una citazione che pensa essere di Napoleone «Fai l’impossibile e otterrai il meglio da te stesso» spiegando che solo la consapevolezza e la risolutezza di voler ottenere un obiettivo impossibile spingerà ad ottenere da se stessi il massimo e a raggiungere i propri limiti. In più aggiunge «anche se mi sento completamente distrutto, tiro fuori dall’allenamento il mio meglio e lo disintegro, anche se ciò può peggiorare le cose» (spero che sia una cosa fatta in coscienza e priva di autolesionismi! n.d.a.) e «se mi presento ad una competizione e so di non avere possibilità di vittoria, tiro comunque fuori il meglio di me, con la consapevolezza di potere ancora migliorare, una mentalità che cerco di mantenere sia in allenamento, sia in competizione».

Ma allora, contro chi compete Dmitry, con se stesso o con i suoi avversari?

Risponde che prima di tutto la competizione è con se stesso e poi con gli altri, intendendo altri atleti russi, poiché dice, «non si sente grande motivazione alla competizione con atleti esteri visto le poche occasioni di interazione». In un siparietto scherzoso dice al commentatore che esiste un talmente alto fervore agonistico tra i competitori russi che sono arrivati ad odiarsi…

L’intervistatore domanda allora se si trovi meglio nelle competizioni in patria rispetto quelle internazionali: Dmitry risponde che nelle competizioni internazionali sono sempre almeno in due russi a gareggiare nelle stesse categorie di peso e questo lo motiva a spingere più del suo compagno concorrente, mentre nelle competizioni nazionali è generalmente il luogo piccolo e pieno di gente che crea motivazione.

Chi sono le persone nel mondo del weightlifting che rispetti?

Dice: «Llya Llin», l’atleta Kazako vincitore degli ori olimpici nel 2008 e nel 2012 nella categoria fino a 94Kg che gareggierà nella categoria di Dmitry nei prossimi anni, quella fino a 105Kg. Poi spende qualche parola per Andrei Aramnau, l’atleta bielorusso oro olimpico nel 2008, di cui dice che da quando è diventato una superstar grazie anche alla notorietà acquisita attraverso la rete è scomparso dalle scene.

Poi gli viene chiesto del suo invito all’ Arnold Classic (non si capisce se parli di quello del 2005 o del 2006, visto che ha partecipato a tutti e due, n.d.a) ed afferma: «avevo appena vinto il campionato del mondo nel 2005 e l’Arnold Classic aveva bisogno di un po’ di pubblicità così hanno deciso di chiamare un atleta amato e favorito di nazionalità russa, poiché ad Arnold piacciono i weightlifter russi», aggiunge, «ero felicissimo dell’offerta perché era come una mini olimpiade con 20 diverse discipline sportive, belle sedi e un sacco di ristoranti. Sarebbe bellissimo se qualcosa del genere venisse organizzato in Russia, perché è come un’enorme sala congressi per celebrare lo sport per 3 giorni, in cui le persone vengono a vedere ed eseguire alzate in un clima rilassato».

L’intervista si sposta sulle differenze tra weightlifting e bodybuilding, due sport molto diversi nonostante alcune similitudini fisiche tra gli atleti, Klokov afferma dal suo punto di vista: «clean & jerk e snatch sono movimenti complicati da imparare e pesanti, che non tutti riescono ad effettuare. La maggior parte delle persone non è interessata ad alzare un sacco di chili, ma piuttosto a pompare i muscoli, così per persone di questo tipo è più semplice e salutare rivolgersi ad allenamenti più improntati al bodybuilding». Inoltre aggiunge che le persone spesso non si rendono conto di quanto siano pesanti 200 chili (strano in realtà basta metterli sul bilanciere! n.d.a.), quando parla con costoro, per darne un’idea dice che sono equivalenti a 4 ragazze con un corpo atletico»

Continua poi parlando dell’importanza della forza esplosiva nel weightlifting affermando che la allena con i box jumps e aggiunge «ci sono ragazzi in palestra anche molto pesanti che nonostante il loro peso riescono a saltare, grazie alla loro forza esplosiva, incredibilmente alti».

Poi passa a parlare della sua apparizione in TV ad uno show chiamato splash (da noi ne esiste uno simile chiamato Jump – stasera mi tuffo, n.d.a.) e di come si sia preparato per tuffarsi da un’altezza di 10 metri, di come abbia trovato molta difficoltà a causa del fatto che i suoi muscoli erano abituati a tutt’altro tipo di lavoro (ci credo, n.d.a).

Successivamente si torna a parlare della mentalità del weightlifter, di come ci si comporta «nei confronti del bilanciere», dice: «per un weightlifter il bilanciere è una cosa viva, non viene colpito, calciato o spostato con i piedi…nessun weightlifter che ha rispetto per se stesso dovrebbe farlo» (una sorta di credenza o tradizione confessa Dmitry all’intervistatore che è iniziata come un gioco ma è diventata un vero e proprio codice di comportamento).

Ti ricordi la prima volta che hai vinto un campionato del mondo?

«si dice, è stato il mio primo campionato del mondo di sempre, sono andato a molti campionati del mondo ma ho vinto solo il primo (ride, n.d.a)…è stato totalmente inaspettato…accadono cose inaspettate…come a Londra 2012 dove Klokov e Akkaev avrebbero dovuto vincere il primo e secondo posto» (Klokov e Akkaev si sono ritirati dalla competizione per infortunio, n.d.a.)
Klokov spiega a proposito «Io e Akkaev ci stavamo allenando veramente pesantemente, con pesi di 10-15Kg sopra il record olimpico, solo 1/2 mesi prima che l’evento cominciasse, non nella fase preparatoria. Ci stavamo allenando così pesantemente sia spinti dalla voglia di vincere l’oro, sia perché avevamo pianificato di ritirarci dopo la competizione…» aggiunge però, nonostante si capisca che la sua carriera agonistica è continuata a causa della non partecipazione all’importante manifestazione sportiva «un anno e mezzo fa ero nella mia forma migliore, ora non c’è alcun motivo per smettere, ho avuto qualche infortunio nella mia carriera, anche prima delle olimpiadi, ma niente di così grave da compromettere la carriera, tutte cose che con il tempo si sono risolte».

Poi continua riguardo i recenti risultati al campionato russo e aggiunge che non solo le carriere finiscono per infortuni vari, ma anche quando non si ottengono risultati comparabili a quelli dei propri avversari di gara, riferendosi alle olimpiadi di Pechino, affermando «ringrazio dio di aver incontrato alcuni medici che mi hanno consigliato sul lavoro di recupero da fare, grazie al quale i miei risultati sono migliorati e mi hanno consentito di conseguire la medaglia d’argento».

Dmitry ha raggiunto il suo picco non molto tempo fa e tutto quello che deve fare è mantenimento facendo attenzione a non infortunarsi, a proposito dice: «è proprio quello che sto facendo spingendo al military press 180Kg, il mio record, ciò mi aiuta sul lavoro a carico delle spalle nel jerk, anche se sono ancora 50kg sotto il mio jerk»

Poi si passa alle illazioni dei giornalisti sul doping in merito alla mancata partecipazione di Londra 2012 e sul fatto che la nazionale russa non avesse partecipanti per la categoria fino a 105Kg: «Ci sono delle regole e dei controlli e in quel caso non è stata accertata la positività al doping, non si può dire nient’altro», risponde.

Dopo alcune considerazione di Klokov sulla difficoltà a trovare la motivazione nelle competizioni internazionali e nel campionato russo, competizioni a cui ha presenziato più volte (e meno prestigiose delle olimpiadi, aggiungerei, n.d.a.) mentre si sente molto motivato per le olimpiadi del 2016, anche perché saranno le sue ultime, l’intervistatore gli chiede come mai il weightlifting sia così popolare in Russia tra i giovani:

«Il weightlifting è praticato soprattutto nelle aree rurali o fuori città, rispetto quelle metropolitane perché è uno sport economico, le uniche cose necessarie sono un bilanciere e le scarpe, anche bucate…un paio di scarpe per weightlifting potrebbero durare anche 3 anni», e continua parlando del suo allenatore che allena atleti a Balashikha nella stanza di un seminterrato con il pavimento in cemento su cui è stato steso uno strato di gomma e con un soffitto alto due metri e mezzo, aggiungendo fieramente: «io che sono un campione vengo da li e anche altri campioni si allenano li».

L’intervistatore ritorna poi sull’argomento della sua partecipazione televisiva al programma splash e sulle possibilità lavorative al di fuori del weightlifting e magari in televisione: «Le possibilità sono quelle di diventare un trainer o un istruttore fitness…sarebbe impossibile fare un programma simile sul weightlifting perchè non è abbastanza popolare… »

Poi si parla dei toni polemici di Akkaev riguardo la federazione sportiva russa: «lo hanno molto turbato perché erano disposti a pagarlo per allenarsi, ottenere risultati e pagarlo ancora di più per la medaglia a Londra 2012, ma quando i risultati attesi non sono arrivati hanno lentamente ridotto i benefits dimenticandosi di lui…dovrebbero lasciarlo respirare per un po’, perché ha subito la grande tragedia di non poter partecipare per la medaglia che gli spettava!»

L’intervista si chiude parlando della famiglia di Klokov, composta da moglie e un figlio, di come essa lo sostenga. Klokov dice di essere stato molto fortunato ad incontrare sua moglie ai tempi in cui suo padre era presidente della federazione tra il 1998 e il 1999. A Taganrog suo padre aveva fatto costruire un centro sportivo chiamato «Weightlifting academy of Rigert» in cui lavorava anche la leggenda David Rigert. Era qui che Dmitry si era trasferito e allenato, dove aveva incontrato la sua attuale moglie e avuto suo figlio.

Dmitry chiude scherzando «Dopo Londra ho venduto tutto per trasferirmi a Mosca, ma sono poi ritornato a Taganrog»…In bocca al lupo per l’oro olimpico a Rio de Janeiro 2016, Dmitry.

Fonti

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